Nick Ponzio e Jack Bona : che peso ai CDS Trentino- Alto Adige

Incredibile al Quercia

Domenica 15 maggio al campo di atletica dello stadio Quercia di Rovereto è successo qualcosa di incredibile. Nel senso letterale del termine.

Spieghiamoci meglio.

Erano in corso quella mattina le gare della seconda giornata dei CDS.

Il settore dei lanci aveva visto svolgersi il giorno prima al mattino il martello al campo Coni di Trento. Il luogo era stato saggiamente scelto per evitare di rovinare l’erba di Rovereto, campo che aveva invece ospitato nel pomeriggio disco e giavellotto uomini e peso donne, con risultati discreti, nella norma, tendente al basso, considerato ad esempio che la vincitrice del peso 4 kili non aveva superato i 10 metri per non parlare degli ultimi arrivati.

Infatti, mentre per coprire specialità come i 100 metri non mancano mai i concorrenti di qualità, nei lanci si vedono spesso improvvisati atleti dedicarsi agli attrezzi solo per coprire la gara, gare che annoverano sempre pochi specialisti.

Nulla di nuovo in verità, anzi, no, una novità c’era: nel lancio del disco era stato iscritto il neoacquisto d’oltreoceano, prelevato dalla società di Bolzano, il lanciatore naturalizzato italiano Nick Ponzio. Che però sabato era assente. La sua assenza era sembrata scontata ai presenti: chi si sarebbe veramente aspettato che il settimo classificato dei mondiali indoor 2022, svolti due mesi fa a Torun in Polonia, si sarebbe presentato in pedana a Rovereto? Nessuno, neanche la società organizzatrice delle gare, che infatti aveva evitato di pubblicizzare la sua iscrizione alla gara.

Ora, immaginate la sorpresa di tutti quando alle undici di domenica mattina Nick Ponzio si è presentato ai giudici della call room per fare la spunta.

Il campione italiano indoor era venuto a fare il suo dovere, e si apprestava a fare il suo riscaldamento come tutti gli altri in una pedana affollati di lanciatori di sedici anni fino ai master…

Nick Ponzio non solo si scaldava, ma tra un tiro e l’altro trovava il tempo di spazzare la pedana o sciacquare la pezza dove strofinava bene la suola delle scarpe prima di fare le sue rotazioni.

Chiaramente la notizia della presenza del campione si sparge, lo speaker ne annuncia la presenza, vengono anche i fotografi, che fino ad allora avevano dimenticato di passare dalla pedana del peso, forse perché posta fuori dal perimetro dello stadio. Si sa infatti che i lanci sono pericolosi, rovinano l’erba, e vanno relegati lontano, anche dagli occhi del pubblico.

Così nonostante gli annunci, quasi nessuno scende dagli spalti per venire a vedere i lanci del buon Nick, che già nel riscaldamento fa capire che la sabbiera (perché di questo si tratta, il settore di lancio del peso è una bella sabbiera che crea enormi crateri ogni volta che cade l’attrezzo) è forse un po’ corta per il nostro, ed infatti ne sfiora il bordo in un paio di occasioni. 

Per mezz’ora tutti osservano senza osare disturbare in campione, ognuno cercando di dare il meglio di sé già nei lanci di prova. Fa caldo e a turno si va alla fontana a bere o a rinfrescarsi, compreso Nick.

Finalmente giunge l’ora prevista dalla gara. Tutti sono pronti, Nick si infila la maglietta sociale e il suo pettorale. Per fare le cose bene i giudici si ricordano che ci vorrebbero le bandierine, che vengono prelevate in giro per il campo.

Finalmente si parte. Lanciano i tre allievi, con il peso da cinque chili, poi dovrebbero venire a seguire i tre juniores con il peso da sei, ma per un disguido viene richiamato a lanciare nuovamente l’allievo che aveva iniziato la gara. Subito qualcuno obietta, ci si chiarisce e si parte finalmente con i lanci degli Juniores.

A quel punto si arriva agli assoluti. Tutti sono in attesa di vedere quanto lancia Nick. Lui non si fa pregare, esegue il suo tipico movimento rotatorio. Lancio valido. I giudici vanno a misurare, srotolano la rotella fino a che questa finisce.

Il lancio è troppo lungo! O forse è la rotella ad essere troppo corta?

Esatto, infatti è quella solita, da 20 metri. Qualcuno non ha pensato che oggi servisse portare in pedana, oltre che gli attrezzi, una rotella più lunga del solito, visto la presenza di Ponzio. Del resto, la sua stessa presenza non era stata data per certa, chissà…Poco male, dopo un po’ la nuova rotella arriva e si può misurare il lancio, che risulta di 21 metri.
La gara riprende e tutti, dopo una iniziale tensione, che aveva frenato il braccio e le gambe a parecchi dei concorrenti, incominciano a lanciare sempre più sciolti, ispirati forse dalla presenza del campione, che viene salutato ad ogni lancio con un’ovazione dai suoi stessi avversari. Succede anche che il ragazzo di casa, una speranza dell’atletica trentina, il classe ‘97 Giacomo Bona trovi un lancio di 15,88 metri, nuovo personale migliorato di quasi un metro, non più così lontano dal primato regionale che appartiene da circa vent’anni a Viktor Gabrielli.

Ora la gara è quasi finita, per virtù dell’inversione dei turni l’ultimo a lanciare è Nick.

Tutti si ammutoliscono, si sentono un paio di incitamenti, poi Ponzio entra in pedana. Fa il suo solito giochino con il peso, che lascia passare dietro la schiena, si piazza, pronti via, e con una piroetta degna di un ballerino gira su sé stesso e lancia i 7,257 grammi del peso a 21,73 m. Esplode subito in un urlo la sua gioia, ha capito prima di tutti che il lancio è lungo. Partono gli applausi sinceri dei presenti. Adesso tutti gli si avvicinano, ora è il momento delle pacche sulle spalle, della simpatia del campione che non nega a nessuno una foto con lui. Tutti sorridono, e guardano il volto felice di Nick, il campione venuto da lontano, che in una calda mattina trentina ha regalato a tutti noi, amanti dei lanci, spettacolo e ispirazione.